
29 marzo 2025
Roma- Il terremoto che ha sconvolto il Myanmar centrale, secondo le fonti ufficiali, ha causato la morte di oltre 1500 persone, più di 3000 feriti e almeno 30 dispersi. Il numero è in aumento.
Il sisma ha provocato danni ingenti in un’ampia zona di uno dei Paesi più poveri del mondo. Le autorità hanno avvertito che il bilancio delle vittime è destinato ad aumentare drammaticamente.
La prima scossa registrata è stata di magnitudo 7,7, sono seguite poi più di 50 scosse di assestamento, secondo le agenzie geologiche nazionali, la più forte delle quali ha raggiunto una magnitudo di 6,4.
Il sisma è stato avvertito anche in Thailandia.
Il Bangkok Post riporta alcune tragiche testimonianze dall’ospedale di Naypyidaw, anch’esso danneggiato dal sisma, dove è continuo il flusso di feriti. «Sono arrivati molti feriti, non avevo mai visto niente del genere prima – ha detto un medico dell’ospedale all’Afp -. Stiamo cercando di gestire la situazione. Sono esausto». «Temo che siano state perse molte vite. Non abbiamo mai assistito a un terremoto con un impatto così devastante prima», ha detto un dirigente di polizia di Bangkok.
Almeno una ventina di persone sarebbero decedute dopo il ricovero in ospedale, ha dichiarato un medico.
Croce Rossa, in Myanmar molti danni, preoccupano dighe – Edifici e infrastrutture pubbliche sono stati danneggiati e sono crollati a causa del terremoto di magnitudo 7.7 in Myanmar con preoccupazioni per lo stato delle dighe su larga scala: lo ha affermato la Croce Rossa, come riportano i media internazionali.
«Le infrastrutture pubbliche sono state danneggiate, tra cui strade, ponti ed edifici pubblici. Attualmente abbiamo preoccupazioni per le dighe su larga scala», ha detto Marie Manrique, coordinatrice del programma per la Federazione Internazionale della Croce Rossa ai giornalisti a Ginevra, tramite collegamento video da Yangon.
Chiusi gli aeroporti – La giunta al potere in Myanmar ha disposto la chiusura degli aeroporti di Mandalay e Naypyidaw, con il conseguente stop ai voli.
UE pronta ad aiutare – Nel frattempo si muove la solidarietà, a cominciare dalla presidente dell’Unione europea. Ursula von der Leyen ha scritto che i 27 paesi dell’Unione sono pronti a fornire aiuti dopo il forte e mortale terremoto.
«Scene strazianti dal Myanmar e dalla Thailandia dopo il devastante terremoto – scrive von der Leyen su X -. I miei pensieri sono con le vittime e le loro famiglie. I satelliti Copernicus europei stanno già aiutando i primi soccorritori. Siamo pronti a fornire ulteriore supporto. Siamo al vostro fianco in piena solidarietà».
Alessandro Cicalese